Ischia è un monumento del passato dove ogni luogo sembra parlare di ciò che ha vissuto nel corso dei secoli. Molte testimonianze archeologiche dei popoli che si sono susseguiti possono essere ammirate all’interno del Museo Archeologico di Pithecusae di Lacco Ameno. Popoli che lasciando la propria impronta hanno cambiato di volta in volta il nome all’isola con Arime, Pithecusa, Aenariam, Aenaria, Iscla ed infine Ischia. Il museo è stato realizzato all’interno di Villa Arbusto, costruita nel 1785 su promontorio di Monte Vico da Don Carlo Aquaviva, Duca di Atri, che ospitò insigni personaggi dell’800 tra i quali è certamente da segnalare il padre dell’anarchismo moderno Michail Bakunin. Successivamente fu acquistata prima da Angelo Rizzoli poi dal comune di Lacco Ameno che la adibì a museo nel 1978 grazie anche all’appoggio della Soprintendenza Archeologica per le Province di Napoli e Caserta che da tempo si proponeva di esporre al pubblico i risultati degli scavi eseguiti nell’ambito del più antico insediamento greco nel Mediterraneo occidentale.

Tra i reperti più significativi conservati in questo museo è da segnalare la famosa Coppa di Nestore, la celebre tazza descritta da Omero e rinvenuta in una tomba a cremazione presenta un epigramma in tre versi:

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